Tokyo
Asakusa, Akihabara, Shinjuku e i contrasti di una metropoli sorprendente.
Il nostro viaggio tra Tokyo, Kanazawa, Kyoto e Osaka.
Scopri le nostre tappe ↓Tra templi, giardini, quartieri pieni di vita e piccoli locali: un viaggio costruito per conoscere il Giappone da prospettive diverse.
Asakusa, Akihabara, Shinjuku e i contrasti di una metropoli sorprendente.
Il giardino Kenroku-en, i quartieri delle case da tè e le tracce della storia samurai.
Fushimi Inari, Higashiyama, Gion e Arashiyama: tradizioni, templi e natura.
Dotonbori, Tenma e il piacere di scoprire la città attraverso i suoi sapori.
Prima di partire ci siamo detti una cosa: non cerchiamo di vedere tutto. L’abbiamo scritta anche in cima alla nostra guida, e a posteriori è stata la decisione migliore del viaggio.
Il 15 settembre, alle 11:15, siamo decollati da Malpensa con EVA Air, direzione Taipei. I bagagli erano già instradati fino a Tokyo, e quel dettaglio da solo valeva metà della serenità della partenza.
Siamo atterrati a Narita nel primo pomeriggio del 16, abbiamo raggiunto Asakusa e fatto il check-in. Poi niente visite e niente programmi: una cena leggera e a letto presto, per lasciare al fuso orario (sette ore avanti rispetto a casa) il tempo di sistemarsi.
Il giorno dopo ci ha preso per mano Gioacchino, la nostra guida del free tour in inglese. Otto o nove ore filate: Santuario Meiji, Takeshita Street, il Palazzo Imperiale, Ueno, la strada degli utensili da cucina di Kappabashi e infine Senso-ji. La parte che ricordo più volentieri è la sera, quando siamo tornati ad Asakusa e abbiamo trovato le lanterne e il Kaminarimon illuminati. È un’altra città rispetto a quella del giorno.
Nei giorni successivi abbiamo scelto di alternare:
Cosa ci ha insegnato Tokyo? Che funziona meglio quando si alternano energia e lentezza. Suica sempre in tasca, mattine presto, e l’abitudine di alzare lo sguardo: la città si vede da molti più angoli di quanti ne servano per perdersi.
Il 21 settembre siamo saliti sull’Hakutaka delle 10:33, arrivo alle 13:36. Dopo Tokyo, Kanazawa è stata una boccata d’aria. Il primo giorno l’abbiamo tenuto volutamente leggero: una passeggiata attorno alla stazione e una cena a base di oden.
Il 22 abbiamo avuto la città tutta per noi, con un’audioguida in italiano che ci accompagnava senza dettare il ritmo. Il mercato Omicho al mattino, il santuario Oyama, il castello, il Kenroku-en, il quartiere dei samurai di Nagamachi, le case da tè di Higashi Chaya. Camminando, e fermandoci quando qualcosa ci incuriosiva.
Abbiamo anche provato due modi di dormire: un hotel moderno con bagni pubblici e sauna, a cinque minuti dalla stazione, e un ryokan tradizionale con futon, vicino al mercato. Due esperienze diverse nella stessa città, e valeva la pena farle entrambe.
A Kyoto siamo rimasti quattro notti, in zona Gojo. Il 24 la sveglia è stata presto, per un motivo preciso: un minivan per cinque ci ha portati a Fushimi Inari alle 7:30, prima della folla, per camminare tra i Senbon Torii con un po’ di calma.
Poi è arrivato Kazu, la nostra guida privata, che ci ha accompagnati tra Gion e Higashiyama. Nel pomeriggio abbiamo continuato con Kiyomizu-dera, Sannenzaka, Ninenzaka e la Yasaka Pagoda.
Il 25 abbiamo dedicato la giornata ad Arashiyama, in autonomia: la foresta di bambù, il Tenryu-ji e il Togetsukyo Bridge. Il 26 siamo saliti a nord, tra Kinkaku-ji, Ryoan-ji e Ninna-ji. Nel pomeriggio ci siamo regalati il Goko-yu, un sentō tradizionale: 550 yen a persona, sauna compresa. Poi, al tramonto, siamo tornati alla Yasaka Pagoda e a Ninenzaka per l’ultima cena a Kyoto.
Il 27 un treno diretto ci ha portati a Osaka in circa quindici minuti, e il ritmo è cambiato ancora. Il palco a forma di testa di leone del Namba Yasaka Jinja, il vicolo di lanterne di Hozenji, Dotonbori illuminata con il Glico Man, takoyaki e okonomiyaki a volontà.
Il 28 abbiamo visto il castello, Nakanoshima, Umeda e Shinsekai. Il 29 abbiamo scelto una Osaka meno turistica, fatta di Osaka Tenmangu, Tenjinbashisuji, Tenma e Nakazakicho.
Il 30 ci siamo concessi gli ultimi acquisti tra Shinsaibashi e Amerikamura, poi il Nankai Rapi:t fino a Kansai Airport. Volo per Taipei alle 18:30, coincidenza di notte, e l’atterraggio a Milano il 1° ottobre alle 7:35.
L’itinerario completo, con mappe, link e consigli, lo trovate nella nostra demo di Urania Travel Hub.
Circa 2.300 € a persona, ovvero circa 11.500 € per cinque persone, secondo il nostro riepilogo di fine viaggio: pasti inclusi, shopping escluso. È un totale indicativo, non una somma interamente riconciliata con le ricevute.
Voli 755 € · Hotel (14 notti) 420 € · Treni interni 360 € · Pasti 380 € (circa 27 € al giorno). Il resto comprende trasporti urbani, guide, onsen, assicurazione, SIM ed extra.
Le altre categorie riportano il riepilogo fornito a fine viaggio, non singoli importi verificati. Prezzi riferiti a settembre 2026, variabili in altri periodi.

Itinerari, mappe, consigli pratici e luoghi da scoprire: la guida nata dalla nostra esperienza.
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Il nostro budget reale, voce per voce: circa 2.300 € a persona in 14 notti.
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